Alimenti che contengono Colecalcifenolo (Vit. D) (decrescente)
In ordine crescente o decrescente
Le due forme principali di vitamina D sono il colecalciferolo (vitamina D3, immagine 1) che deriva dal colesterolo ed è sintetizzato dagli organismi animali, e l'ergocalciferolo (vitamina D2, immagine 2). La forma attiva della vitamina D ha come funzione la stimolazione dell'assorbimento del calcio e del fosforo a livello intestinale, la regolazione, in sinergia con l'ormone paratiroideo, dei livelli plasmatici di calcio, il mantenimento di una adeguata mineralizzazione dello scheletro. Inoltre può essere direttamente coinvolta in un certo numero di processi non legati all'omeostasi del calcio e del fosforo. La vitamina D può essere sintetizzata ed accumulata nei mesi estivi, così da mantenere un adeguato livello circolante anche nei mesi invernali.
Carenza: produce diminuita concentrazione serica di calcio e fosforo, iperparatiroidismo secondario ed aumento dell'attività della fosfatasi alcalina nel siero. A questo stadio si possono avere convulsioni da ipocalcemia, inadeguata mineralizzazione dello scheletro (rachitismo o osteomalasia), debolezza muscolare, dolori e deformazioni alle ossa.
Tossicità: segni di intossicazione acuta e cronica sono la nausea, diarrea, poliuria, perdita di peso, ipercalcemia, ipercalciuria, nefrocalcinosi, ridotta funzione renale o calcificazione dei tessuti molli.
Fabbisogno
Adulti: almeno che non siano costretti a rimanere a casa, non hanno bisogno di vitamina D con la dieta. Comunque nell' adulto l'apporto giornaliero deve essere di 10 µg/die.
Neonati: 10 µg/die.
Bambini da 1 a 3 anni: quando non hanno una buona esposizione al sole, si consiglia un apporto di vitamina D non inferiore a 10 µg/die.
Bambini oltre i 3 anni e adolescenti: essendo in una fase di rapido accrescimento dello scheletro, hanno una richiesta particolarmente elevata di vitamina D, che dovrebbero però riuscire a coprire con un'esposizione adeguata al sole. Nel caso di esposizione insufficiente, un'assunzione di 10 - 15 µg/die è comunque idonea a mantenere i livelli plasmatici ai valori desiderati.
Gravidanza e Allattamento: aumenta il fabbisogno di vitamina D, per l'aumentato utilizzo di calcio e fosfato nella mineralizzazione dello scheletro in crescita, sia nel feto che nel neonato. Numerosi studi hanno dimostrato che si possono avere stati carenzali. Si raccomandano 10 µg/die.
Anziani: sono un gruppo a rischio di carenza di vitamina D, sia per mancanza di esposizione alla luce solare, sia per la diminuita capacità di sintesi endogena legata all'avanzare dell'età. Si raccomanda no 10 µg/die.


Tutti i valori si riferiscono a 100 grammi di alimento